Come mantenere le buone abitudini

Una cosa accomuna Gennaio e Settembre: sono pieni di buone intenzioni. Entrambi i mesi infatti sono percepiti come un nuovo inizio, e quindi sono carichi di quelle cose che dobbiamo/vogliamo fare ma abbiamo rimandato a dopo le vacanze. E i primi giorni l’energia è davvero alta, siamo motivati e ci sentiamo capaci di cambiare la direzione della nostra vita. Ma poi qualcosa succede: un giorno no, un imprevisto, un cambio di programma che ci porta a saltare un giorno, e poi due, e poi tre, e alla fine chi se lo ricorda più come si faceva. Le vecchie abitudini tornano, e addio buone intenzioni.

Diapositiva di quando mi si dice di fare sport

Per capire come riuscire a mantenere una buona abitudine e farla diventare parte integrante della tua routine quotidiana, serve avere chiaro come si formano le abitudini così da sfruttarne il principio chiave.

Secondo James Clear, autore del libro “Atomic habits”, le abitudini si formano attraverso un processo di ripetizione di un certo comportamento al punto che, progressivamente, questo diventa automatico. Il concetto chiave è quindi la frequenza: per creare un’abitudine devi ripetere il comportamento molto frequentemente. Non importa per quanto tempo, quello che fa la differenza è quanto spesso. Per creare una routine il trucco è semplice: non rompere la catena ma continuare a ripetere l’azione.

James Clear ha dato forma al passaggio da mera ripetizione a abitudine con un grafico che mostra come funziona questo processo. Lungo la traiettoria che porta dalla pratica faticosa all’abitudine si possono individuare tre punti.

A = quando si comincia e il comportamento che si vuole adottare richiede impegno e concentrazione per essere fatto.

B = quando, dopo un po’ di volte che si ripete il comportamento, eseguirlo diventa più facile ma comunque ci si deve prestare attenzione.

C = quando il comportamento diventa automatico perchè si è fatta abbastanza pratica. Questo succede quando si passa l’habit line, ossia quella line tratteggiata che indica il momento in cui un comportamento può essere fatto senza pensarci troppo.

Questa curva rossa, chiamata dagli scienziati “la curva dell’apprendimento”, mostrano bene il concetto chiave menzionano prima: le abitudini si formano sulla base della frequenza, non del tempo. Ossia, non è che dopo X giorni o mesi un comportamento diventa automatico, ma è invece dopo una serie di ripetizioni.

Habit tracker – cosa è e perchè funziona

Per costruire un’abitudine, serve solo pratica. E se fare progressi è già soddisfacente, misurarli in maniera visiva lo è ancora di più perchè rappresenta una prova evidente dei miglioramenti fatti, e così facendo si rafforza la ripetizione del comportamento. Ci sono diversi modi di misurare in maniera visiva le proprie abitudini, ma quello forse più famoso è l’habit tracker.

Puoi usare sia la versione più semplice, ossia un calendario in cui fai una crocetta per ogni giorno che fai il comportamento, o divertirti a creare una versione più elaborata tipica dei bullet journal (eccone un esempio qua sopra). In entrambi i casi l’habit tracker è un modo semplice per misurare se hai fatto o no un’abitudine. E funziona perchè è semplice, onesto e dà un certo senso di soddisfazione.

  • Semplice: non ti serve nessuno strumento complicato o costoso, e l’unica cosa che devi fare è mettere una crocetta quanto compi il comportamento che vuoi far diventare un’abitudine.
  • Onesto: non ci sono forse, se o ma – o hai fatto il comportamento o no. E l’analisi di come stai progredendo è ovvia e immediata: ti basta guardare la serie di crocette e, se ci sono, le interruzioni. Ed è chiaro cosa è importante: la frequenza più del risultato finale.
  • Soddisfacente: Ciò che spinge le persone a ripetere un comportamento è quando vedono che stanno andando avanti, e il progresso (la catena di crocette) è una forza potente dove ogni piccola vittoria contribuisce alla nostra motivazione. Fare la X è di per sé una soddisfazione, oltre a quella risultante dal comportamento stesso.

E se interrompo la ripetizione?

Nessun problema! Succede a tutti di ammalarsi, non avere voglia o di avere un imprevisto che ci porta a fare altro quando vorremmo continuare il nostro comportamento. Saltare un giorno non cancella i progressi fatti. Se però la vera ragione è che non hai voglia, cerca di non saltare due giorni di fila. Uno va bene, ma due o più giorno creano una situazione di delusione che ti porta a lasciar perdere.

Ora tocca a te!

Decidi quale comportamento vuoi far diventare un’abitudine, prendi il calendario o la tua agenda, e comincia!

P.S. fammi sapere nei commenti qui sotto se questo post ti è stato utile o se hai domande rispetto a come creare e mantenere le buone abitudini così ne parliamo insieme 🙂

Buona ripetizione,
Chiara

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