Motivazione estrinseca ed intriseca: come funzionano e riattivarle nei giorni no

Se cerchi “motivazione” su Wikipedia, la definizione che trovi è la seguente: “la motivazione è l’espressione dei motivi che inducono un individuo a compiere o tendere verso una determinata azione.” Se cerchi su Pinterest inspirazione invece ti ritrovi con migliaia di frasi motivazionali che se da un lato ti voglio spingere a seguire i tuoi sogni, dall’altra ti ricordano di non mollare mai e che i fallimenti e gli errori sono solo parte del processo di crescita e miglioramento.

Ed per quanto queste informazioni siano importanti e a volte utili, i momenti più quotidiani in cui manca la motivazione sono spesso più basic e non risolvibili con informazioni teoriche. O almeno questo vale per me. E quindi finisco per non fare sport, che ormai è tardi e non ho voglia di cambiarmi; o invece di finire il post sul blog, mi guardo solo un altro episodio veloce (e lo ripeto tre volte); o ancora evito di passare l’aspirapolvere in tutta la casa ma raccolgo le briciole qui e là dove le vedo, rimandando il tutto alla prossima settimana. Ovviamente ogni riferimento è tutt’altro che casuale 😁 quindi posso assicurarti che in quei momenti cosa dice il proverbio cinese o l’opinione di Steve Jobs sul successo non mi aiutano ad alzarmi dal divano.

Cosa dunque serve per passare all’azione? Come essere davvero motivata quando ti serve?

Innanzitutto bisogna capire che tipo di motivazione prevale nella tua personalità, e nei vari aspetti della tua vita. Essenzialmente ci sono due diversi tipi di motivazione:

  • motivazione intrinseca, quando la spinta a fare parte da sè e quindi il comportamento ha valore di per sè, per il semplice piacere che esso genera o perchè si vede l’attività come un’opportunità per esplorare, imparare e realizzare il proprio potenziale.
  • motivazione estrinseca, quando la spinta a fare arriva da motivi esterni e quindi il comportamento è generato da una ricompensa, un riconoscimento o per evitare una punizione.

Ecco qualche esempio così da capire meglio la differenza.

esempio motivazione - gioco a calcio per divertimi o gioco a calcio per essere riconosciuto come campione ed avere vantaggi

In entrambi gli scenari, la motivazione in rosa rappresenta un esempio di motivazione estrinseca mentre quella in arancione un esempio di motivazione intrinseca. Come vedi, non c’è una ragione più giusta dell’altra e alla fine l’azione finale è la stessa.

Vediamo però come funziona ciscuna tipologia e come riuscire ad essere motivate quando il richiamo del divano è davvero forte.

MOTIVAZIONE ESTRINSECA

Che sia per senso del dovere, ossia ci sentiamo obbligati verso qualcuno o qualcosa, o per questione di urgenza, perchè per esempio si ha una scadenza da rispettare, la motivazione estrinseca si attiva con stimoli esterni.

Nei momenti in cui viene meno serve quindi avere qualcosa che la riattivi, e proprio perchè parte dall’esterno, può essere un sistema che viene creato ad-hoc e fatto partire quando l’energia cala. Ad-hoc nel senso che per farlo funzionare al meglio ti suggerisco di pensare a cosa ti dà la carica quando già sei al top. Prova a pensare:

  • a una serie di canzoni che ti piace ascoltare per concentrarti o da cantare mentre fai azioni che non necessita un lavoro mentale (come fare le pulizie in casa);
  • a un particolare posto in casa che ti fa meglio entrare nel mood giusto (come accoccolarsi con coperta e the caldo per leggere);
  • a un rituale (come accendere una certa candela) o un outfit che ti fanno sentire carica per quell’attività specifica (come mettersi la camicia, e togliere il pigiama, quando si deve lavorare da casa).

E ancora, considera:

  • la tua versione migliore, la te che aspiri a essere, e visualizzala come già esistente: cosa faresti se fossi…? la versione migliore di te cosa mangia? come si veste? come vive la casa? come si comporta con le persone che la circondano?
  • gli obiettivi che vuoi raggiungere, la tua vision board, e il fatto che un piccolo passo oggi porta a un grande risultato più avanti;
  • la tua to-do list del giorno, e la soddisfazione di cancellare una cosa dalla lista;
  • quanto ti senti bene poi, quando racconti agli altri cosa hai fatto, in cosa sei riuscita, o come gli altri aprezzano poi il lavoro ben fatto e quindi il tuo impegno;
  • le lamentele e conseguente frustrazione e rabbia che puoi evitare completando una piccola cosa ora.

Come noti, per molte di queste cose puoi prepararti in anticipo. Puoi avere ciò una playlist di canzoni da far partire per una certa attività, puoi avere delle candele sempre in casa così da accenderle nei momenti di bisogno, puoi creare la tua vision board per ricordarti chi vuoi diventare (qui trovi tutte le informazioni per crearne una, se non sai come fare!), etc.

Puoi anche optare per un altro sistema, che io consiglio per le task particolarmente noiose che davvero non hai voglia di fare: creare un sistema di premi. Gli stimoli esterni infatti possono anche fungere da rinforzo, e quindi essere attivati solo se l’azione viene compiuta. La ricompensa può essere qualcosa di piccolo e rapido, come mangiare un dolcetto solo dopo aver completato la task, o qualcosa di più ragionato come sbloccare le cose piacevoli da fare durante la giornata solo dopo aver finito quelle più noiose, o ancora più in grande, comprare un certo vestito o andare in vacanza in quell’albergo che ti piace solo quando si è raggiunto un certo obiettivo (lavorativo, per esempio).

Premi e ricompense sono un ottimo strumento per creare interesse, rinforzare un comportamento e motivare qualcuno a fare/provare qualcsa di nuovo. ATTENZIONE però a non eccedere con i premi, e soprattutto a non creare un sistema di ricompense per comportamenti che sono già motivati internamente. Il rischio è il fenomeno chiamato effetto di eccessiva giustificazione. Se infatti un’azione viene rafforzata con premi anche se non necessario, può succedere che la motivazione intrinseca prima presente venga meno, o che l’azione di per sè venga percepita come un obbligo (che ha bisosgno di essere stimolato e riconosciuto) e non come un qualcosa di piacevole.

MOTIVAZIONE INTRINSECA

La motivazione instrinseca parte dal proprio vissuto o volere, e tendenzialmente è legata a due fattori: identità, ossia fare qualcosa che è in linea con gli standard a cui si aspira, e passione, ossia fare un’azione perchè porta a capire o a padroneggiare meglio un concetto o una competenza.

Quando però la voglia di fare manca, non è facile riprendersi dato che il fattore di spinta è lo stesso che frena l’azione. Fortunatamente, anche in questo caso, ci sono alcune strategie per evitare di diventare un tutt’uno con il divano:

  • rendere l’azione una sfida personale, legandola a un obiettivo con un significato personale. Se ti serve ispirazione ci sono diverse challenge su Instagram da provare… se vuoi crearne una a tema well-being e cura di sè, puoi trarre ispirazione guardando qui i post o cercare sull’account Instagram del blog i post con l’hashtag #solo10minuti.
  • fare leva sul senso di controllo, in particolare sulla voglia di controllare te stessa e l’ambiente che ti circonda.
  • cooperare/competere con altri: questo vale sia in relazione alla soddisfazione che si prova quando si aiutano altre persone che dall’orgoglio quando si compara la propria performance a quella di qualcun’altro.
  • ultimo, sfruttando il fattore passione, la curiosità può essere un grande aiuto per motivarsi e risvegliare la voglia di imparare e fare.

Ricorda che la motivazione intrinseca è anche importante per quelle azioni che semplicemente hai piacere a fare, come leggere, piantare dei fiori in giardino, fare un puzzle, etc. Non tutto deve avere un obiettivo preciso, o meglio il divertimento e la spensieratezza legate a certe task sono un ottimoa e sufficiente motivo per farle. In realtà sono proprio i momenti così a darti l’energia per poi fare cose meno simpatiche o stimolanti, quindi non tralasciarli quando pianifichi la tua giornata!

E ora, scrivi nei commnti come riesci a ravvivare la tua motivazione nelle giornate no, e quale tipo di motivazione più descrive la tua vita!

Chiara

2 risposte a "Motivazione estrinseca ed intriseca: come funzionano e riattivarle nei giorni no"

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